VENEZIA NEL SETTECENTO

Dal 20 aprile al 3 settembre 2023

VENEZIA NEL SETTECENTO

UNA CITTÀ COSMOPOLITA E IL SUO MITO

A cura di Laura Facchin, Massimiliano Ferrario, Luca Mana

Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino

 

Nel 1922 veniva inaugurata a Palazzo Pitti la prima mostra italiana dedicata alla pittura del Sei-Settecento e già in quell’occasione Venezia era protagonista. Ma qualche anno dopo, nel 1929, la mostra del Settecento italiano, curata da Nino Barbantini, consacra la pittura veneziana e più in generale tutte le manifestazioni artistiche prodotte a Venezia come il vero fulcro del Settecento in Italia e in Europa. A distanza di quasi cento anni il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto ha deciso così di dedicare una mostra a Venezia, città cosmopolita per eccellenza e al suo mito. Del resto è ormai da secoli e soprattutto nel Settecento che si consolida il mito di Venezia come tappa irrinunciabile per gran tourists, collezionisti, artisti, ma anche principi in fuga per ragioni politiche – dalla vedova di Jan Sobieski, Casimira di Polonia, al duca di Modena e Reggio, Francesco III d’Este – e poi ambasciatori, diplomatici, un numero incredibile di personalità che dall’Europa confluiscono senza soluzione di continuità fra Sette-Otto-Novecento sulle sponde della Laguna. Ne rimangono ancora molte testimonianze, in letteratura, nella diaristica, attraverso i quotidiani del tempo, ma soprattutto attraverso le opere d’arte dalla pittura di vedute, del celeberrimo Canaletto – tanto per citare il nome a tutti più noto – alle arti applicate, ad esempio le porcellane e gli argenti preziosi.

Michele Marieschi, Veduta del Ponte di Rialto con il Palazzo dei Camerlenghi, 1738-1740.

Milano, FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Villa Necchi Campiglio, inv. C 472 DM05

 

Il percorso espositivo di questa mostra, oltre alle sale per le esposizioni temporanee, prosegue in modo diffuso anche nelle sale della collezione permanente del Museo. È un confronto tra gli artisti veneziani e gli artisti soprattutto piemontesi e francesi che arricchiscono le sale del Museo. Una competizione che rispecchia quello che effettivamente esisteva nel Settecento fra artisti di diversa provenienza a Venezia come in altri luoghi d’Europa, dove gli artisti provenienti dalla Serenissima Repubblica erano particolarmente ambiti e richiesti. In questo percorso quindi la dialettica tra le opere della collezione permanente e le opere esposte dovrà stimolare questi confronti e queste competizioni, rispettando per contenuto il normale allestimento secondo il “gusto Accorsi” delle sale.