I Piffetti della camera delle meraviglie

A cura di Arabella Cifani e Franco Monetti

3 marzo – 14 giugno 2009

La collezione Accorsi si è arricchita di due inediti e straordinari mobili di Pietro Piffetti (1701-1777), uno dei maggiori ebanisti europei del Settecento.
Di suntuosa e singolare tipologia, essi non hanno riscontro con quanto fino ad oggi noto dell’ebanista piemontese. Si tratta infatti di sottili ed alti armadi decorati con un ricchissimo intarsio in avorio e tartaruga che raffigura putti alati intenti alle varie fasi della lavorazione dell’avorio: dalla riduzione delle zanne in segmenti più piccoli alle diverse tipologie di tornitura. Tutta la decorazione rimanda a oggetti e a strumenti legati alla tornitura ed è completata da un fitto e delicato ramage di rose e di elementi vegetali.
Per via della loro forma e del loro originale programma iconografico, questi mobili dovevano contenere oggetti molto particolari di cui rispecchiano all’esterno forme e tipologie: pertanto in essi dovevano essere collocate le collezioni di avori traforati e lavorati che fra Seicento e primo Settecento si trovavano in molte Wunderkammern, Camere delle meraviglie, delle corti europee.

Arabella Cifani
 e Franco Monetti, rispettivamente già Direttore e Consigliere della Fondazione, hanno scoperto che tutte le immagini utilizzate da Piffetti sono tratte da un raro volume del Padre Charles Plumier intitolato “L’Art de tourner ”, stampato per la prima volta a Lione nel 1701. L’unica copia del volume presente in Piemonte si trova alla Biblioteca Reale di Torino ed ha una legatura alle armi in cuoio con lo stemma dei principi di Carignano impresso in oro sui piatti.

I mobili fanno parte della generosa donazione della signora Laura Volpi (1908-2008) che, insieme al marito Ferruccio Ottolini, fu raffinata collezionista e cliente di Pietro Accorsi.

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