Vittorio Amedeo Cignaroli

Un paesaggista alla corte dei Savoia e la sua epoca

A cura di Alberto Cottino

1 dicembre 2001 – 17 marzo 2002

La mostra è dedicata al Settecento, epoca fantasiosa dalla quale giunge fino a noi il gusto arcadico delle committenze nobiliari, con l’amore per i temi bucolici in cui la natura viene evocata come età dell’oro perduta e il genere pittorico del paesaggio svela rimandi a luoghi in cui lo spettatore riesca a riconoscersi. 
A quest’atmosfera rimanda l’opera di Vittorio Amedeo Cignaroli (1730 – 1800), grande paesaggista e certamente il più conosciuto componente della famiglia di pittori attivi in Piemonte a partire dall’inizio del Settecento fino al 1842, anno in cui morì Angelo, ultimo discendente.
Oltre al vasto nucleo fondamentale di dipinti (quasi tutti inediti) di Vittorio Amedeo Cignaroli e ad alcuni esempi di suo padre Scipione e di suo figlio Angelo, la mostra, con circa 90 opere esposte, propone un’ampia sezione di paesaggisti veneti, romani e napoletani a loro contemporanei (da Marco Ricci a Zais, Zuccarelli, Van Bloemen, Van Lint, Hackert), che ha permesso di meglio comprendere la qualità e le componenti stilistiche dell’artista, nonché di valutarne l’effettiva posizione storica.

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