Fondazione Accorsi - Ometto Torino

DAL FUTURISMO AL RITORNO ALL’ORDINE.
PITTURA ITALIANA DEL DECENNIO CRUCIALE 1910-1920

1° marzo – 18 Giugno 2017
A cura di Nicoletta Colombo
In collaborazione con Studio Berman di Giuliana Godio.

La mostra presenta circa 70 dipinti che ripercorrono il clima culturale italiano delle nuove tendenze artistiche del decennio 1910-1920. Partendo dai futuristi storici (Marinetti, Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Russolo, Depero) e passando dal Primitivismo (Carrà, Soffici, Garbari) e dal Secessionismo di area italiana (Casorati, Moggioli, Trentini, Rossi, Ferrazzi, Chini, Lionne, Oppo) si arriva all’altra “faccia della modernità”, la Metafisica (De Chirico, Carrà, Morandi, de Pisis) e al cosiddetto “Ritorno all’ordine” (Casorati, Soffici, Funi, Guidi), ossia il recupero dell’antico mediato dalle recenti avanguardie.
L’esposizione continua il percorso di approfondimento delle tendenze pittoriche italiane del Novecento che il Museo ha intrapreso nel 2015 con la rassegna dedicata al Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla

GIÒ POMODORO. Acquerelli e sculture
(Titolo provvisorio)

Metà  giugno – metà settembre 2017

Grazie alla raccolta di Bruto Pomodoro,  figlio dello scultore e curatore della mostra, saranno esposti una trentina di acquerelli di grandi dimensioni di Giò Pomodoro, affiancati da una decina di piccole sculture, mentre il cortile del Museo ospiterà una grande scultura dell’artista. Nato nel 1930 Giò Pomodoro è considerato uno dei più importanti scultori astratti del panorama internazionale del XX secolo.

I MAESTRI DELL’ACCADEMIA ALBERTINA. GIACOMO GROSSO
(Titolo provvisorio)

Fine settembre 2017 – metà gennaio 2018
Pinacoteca dell’Accademia Albertina e Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto
 

La mostra rappresenta il secondo appuntamento del ciclo I MAESTRI DELL’ACCADEMIA ALBERTINA, che già con l’esposizione dedicata ad Andrea Gastaldi ha visto una proficua collaborazione tra le due istituzioni torinesi.
Declinata su due sedi la rassegna darà spazio da un lato al Giacomo Grosso accademico, per più di quarant’anni professore di pittura presso l’Accademia Albertina, dall’altro  la  produzione meno ufficiale, legata a un ambiente più domestico, in cui il Maestro esaltò la sua capacità di comunicare, attraverso il colore, raffinate suggestioni psicologiche.