CHRONICLES FROM THE 19TH CENTURY

From April 2nd to July 5th 2020

CHRONICLES FROM THE 19TH CENTURY.
“Modern life” in the works of Carlo Bossoli e
in the photographs of his time

Curated by Sergio Rebora, with Daniela Giordi

The Accorsi-Ometto Foundation pays tribute to another important Nineteenth-century painter: Carlo Bossoli (Lugano 1815 – Turin 1884).
The exhibition compares the Nineteenth-century life of Carlo Bossoli’s paintings with historical photography, faithfully reproducing the past lifestyle and the evolution of customs.
During the Nineteenth century the dialogue between painting and photography profoundly changed the way of enjoying the visual arts: the advantages of photography (descriptive precision; executive speed; seriality of the reproduction process) led the public to a different interpretation of reality and consequent conceptual elaborations.
In the first decades of the diffusion of photography, born in 1839, the mixture of the two arts contributed to a realistic definition of the world, primarily of the landscape, both natural and urban. In this sense, Carlo Bossoli is an emblematic artist: his role as a chronicler of his time was decisive, as has been evidenced by a long tradition of studies, carried out by art historians such as Ada Peyrot, author of the catalog raisonné, Franca Dalmasso , Rosanna Maggio Serra, Pier Giorgio Dragone.
The exhibition includes about ninety works, divided between fifty paintings and forty photographs. It is composed of private collectors (in some cases unpublished, such as paintings from the Litta di Vedano al Lambro collection) and prestigious loans from public institutions, including the Museum of the Risorgimento in Turin, the Gallery of Modern Art in Turin, the Risorgimento Museum of Milan and the Civic Museums of Varese.

 

Carlo Bossoli in sintesi

Appartenente a una famiglia di origine svizzera trapiantata a Odessa, Carlo Bossoli ebbe una formazione artistica da autodidatta come vedutista, scenografo e autore di “cosmorami” panoramici, maturata a contatto con esperienze diverse, tra cui la tradizione della Scuola di Posillipo a Napoli. Dopo essere rientrato in Canton Ticino, tra il 1843 e il 1853 visse a Milano, ricevendo numerose commissioni da famiglie aristocratiche e nel 1848 ebbe modo di immortalare gli eventi delle Cinque Giornate. In seguito, anche per ragioni politiche, si trasferì a Torino dove visse fino alla morte diventando uno dei pittori maggiormente ricercati dalla Corte sabauda. Tra il 1852 e il 1854 il Governo sardo lo incaricò di raffigurare i luoghi delle ferrovie, inaugurate in Piemonte in quegli anni, dipinti da cui fu tratta la celebre serie di litografie intitolata Views on the railway between Turin and Genoa, pubblicata a Londra nel 1853. Nuovamente nella capitale inglese, Bossoli editò nel 1854 le sue Vedute della Crimea, contribuendo alla conoscenza del paese su cui in quel momento storico erano puntati gli occhi di tutta Europa. Fu poi al seguito delle truppe del Re di Sardegna durante le campagne della seconda guerra di Indipendenza (1859-1861) incaricato da Eugenio di Savoia Carignano di documentare le vicende militari e i momenti ufficiali attraverso 106 composizioni a tempera, raffinata tecnica di cui era diventato un accreditato specialista.

Negli stessi anni Bossoli effettuò numerosi viaggi, attraverso Russia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Spagna e Marocco, dipingendo luoghi e scene colte dal vero. Onorato dalla patente di “pittore reale di storia” ricevuta nel 1862, l’artista trascorse gli ultimi anni di vita operando a Torino, nella casa in stile moresco ubicata lungo le rive del Po da lui stesso progettata e oggi non più esistente. 

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